
La pecora Exlana non assomiglia alle razze ovine che si incontrano abitualmente nei pascoli francesi. La sua particolarità più visibile si riassume in una frase: perde la sua lana da sola, senza intervento umano. Questa muta naturale, chiamata “shedding” nel vocabolario anglosassone, cambia radicalmente il modo di gestire un gregge ovino. Razza sviluppata nel Regno Unito, l’Exlana attira oggi l’attenzione di allevatori in cerca di sistemi estensivi meno esigenti in manodopera.
Pecora Exlana e shedding: perché la lana cade da sola
Hai mai notato che un cane perde il pelo in primavera? Il principio è simile per l’Exlana. La lana cresce durante la stagione fredda, poi si stacca progressivamente non appena i giorni si allungano. I filamenti cadono a chiazze, rivelando un pelo corto e liscio sottostante.
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Questo meccanismo è il risultato di un lavoro di selezione condotto su più generazioni, incrociando linee Wiltshire Horn, Romney e Lleyn. L’obiettivo dei selezionatori era ottenere una pecora definita “bare shedder”, cioè un animale di cui la muta è completa, senza lana residua attaccata alla schiena o ai fianchi.
In pratica, questo elimina la tosatura. In un allevamento classico, la tosatura richiede personale qualificato, attrezzature e tempo. L’allevatore deve radunare il gregge, contenere ogni animale, quindi stoccare e smaltire la lana, il cui valore di mercato copre raramente il costo dell’operazione. Per saperne di più su la razza di pecora Exlana su Animal News, il dettaglio di questa particolarità è ben documentato.
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Resistenza ai parassiti: un vantaggio sanitario concreto per l’allevamento ovino
La muta naturale dell’Exlana ha una conseguenza diretta sulla pressione parassitaria. Una lana densa trattiene l’umidità e crea un ambiente favorevole alle mosche (miasi) e ai pidocchi. Senza questa lana permanente, gli ectoparassiti trovano meno rifugi sull’animale.
Dal 2023, diverse fattorie pilota in Cornovaglia e nel Devon hanno registrato una diminuzione marcata dell’uso di ectoparassiticidi sui loro lotti di Exlana selezionati “bare shedder”. Il trattamento non viene più effettuato in modo sistematico su tutto il gregge, ma solo in modo mirato, dopo il conteggio di mosche o pidocchi sugli animali interessati.
Questo passaggio da un trattamento preventivo a un trattamento curativo mirato cambia l’equazione economica e sanitaria:
- Meno prodotti chimici acquistati e somministrati, il che riduce il costo per pecora su un’intera stagione
- Un rischio più basso di sviluppare resistenze nei parassiti, problema crescente con gli antiparassitari classici
- Un tempo di manipolazione ridotto, poiché l’allevatore non deve più trattare l’intero lotto a ogni passaggio
In confronto, su lotti incrociati Mule o Texel gestiti nelle stesse condizioni, il trattamento sistematico rimane la norma.
Razza composita in sviluppo: cosa significa lo status dell’Exlana
Perché parlare di “razza in sviluppo” piuttosto che di razza riconosciuta? Perché l’Exlana non rientra negli schemi nazionali di miglioramento genetico del Regno Unito. È classificata tra le “composite shedding breeds”, un gruppo di razze recenti derivanti da incroci mirati, gestite al di fuori dei programmi riservati alle razze patrimoniali.
L’Exlana Sheep Breed Society tiene un libro genealogico privato e utilizza i propri indici di selezione. Questo funzionamento al di fuori del Rare Breeds Survival Trust o degli organismi ufficiali ha conseguenze pratiche per un allevatore:
- La tracciabilità genetica si basa sui dati della società di razza, non su un registro nazionale centralizzato
- I riproduttori non sono valutati secondo le stesse griglie delle razze iscritte ai programmi nazionali
- L’accesso a determinati aiuti o a concorsi agricoli ufficiali può essere limitato a seconda dei paesi
In Francia, l’iscrizione dell’Exlana e l’accesso agli aiuti PAC rimangono un tema aperto. Il quadro normativo non è ancora stabilizzato per questa razza, il che frena la sua adozione da parte di allevatori che dipendono da questi dispositivi.

Pascolo estensivo e mantenimento dello stato corporeo: le performance al campo
Una pecora può essere rustica sulla carta e crollare fisicamente alla fine della stagione di pascolo. È per questo che il mantenimento del punteggio di stato corporeo (un punteggio assegnato palpando le lombari dell’animale) conta tanto quanto la capacità di muta.
Esperimenti condotti in Nuova Zelanda, riportati nella stampa agricola britannica, mostrano che le linee di Exlana derivate da incroci Wiltshire Horn, Romney e Lleyn mantengono il loro stato corporeo a fine stagione meglio degli incroci Texel e Mule in condizioni di pascolo estensivo equivalenti. In zone umide con alta pressione parassitaria, questa capacità di rimanere in buone condizioni senza integrazioni concentrate rappresenta un vantaggio economico diretto.
Per i sistemi di eco-pascolo o le aziende in zone marginali (brughiera, praterie degradate, terreni incolti), l’Exlana presenta un profilo adatto. La pecora valorizza coperture vegetali povere senza perdere troppo stato, e gli agnelli provenienti da questi sistemi raggiungono un peso di vendita accettabile in tempi ragionevoli.
Assenza di lana commerciabile: una scelta consapevole degli allevatori
Una pecora senza lana è anche una pecora che non produce lana vendibile. Per un allevatore abituato a considerare la lana come un coproduct (anche marginale), il passaggio all’Exlana richiede un cambiamento di logica. L’animale è selezionato per la carne e la rusticità, non per la fibra.
Questa scelta ha senso se si considera che la lana di molte razze da carne oggi viene venduta a un prezzo che non copre nemmeno i costi di tosatura e confezionamento. L’Exlana elimina questa voce in perdita e concentra il valore sulla carcassa e sulla riduzione dei costi di allevamento.
L’Exlana non è una pecora miracolosa, ma una risposta mirata a vincoli ben reali: costo della tosatura, pressione parassitaria, necessità di rusticità in un sistema estensivo. La sua diffusione rimane limitata dal suo status di razza in sviluppo e dall’assenza di un quadro ufficiale in diversi paesi. Gli allevatori interessati farebbero bene a seguire da vicino i risultati delle fattorie pilota britanniche prima di impegnarsi.